Arte e cultura
CONCERTO D'INAUGURAZIONE AMICI DELLA MUSICA DI PERUGIA - DOMENICA 10 OTTOBRE 2010 ORE 21.00 - TEATRO MORLACCHI
post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) PERUGIA - Domenica prossima 10 ottobre l’orchestra Camerata Salzburg - con Alexander Lonquich in veste di direttore e solista - inaugurerà la Stagione 2010-2011 «Amici della Musica» di Perugia.
L’appuntamento di domenica prossima è alle ore 21,00 al Teatro Morlacchi di Perugia e sostituisce il recital del M° Murray Perahia che per motivi di salute è stato costretto a cancellare il concerto. La Camerata Salzburg è, a pieno titolo, un’orchestra da camera tra le migliori al mondo. Vanta una formazione di giovani e motivati musicisti che provengono da più di venti nazionalità diverse. L’orchestra offre un’elevatissima qualità nelle esecuzioni, di solito con prestigiosi direttori d’orchestra e solisti. I concerti sono caratterizzati dalla «Sonorità Camerata», ovvero il prodotto di un particolare spirito musicale, in base al quale ognuno conserva la propria identità all’interno dell’ensemble.
Alexander Lonquich è ospite regolare della Camerata Salzburg, nella veste di direttore-solista. Nel 1977 è stato il vincitore del Primo Premio al Concorso «Casagrande» di Terni e da allora tiene concerti nei principali centri musicali europei, asiatici ed americani.
La sua attività lo vede impegnato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Marc Minkowski.
Per Alexander Lonquich, inoltre, un importante ruolo lo svolge la sua attività nell’ambito della musica da camera, mentre come direttore-solista, collabora stabilmente con l’Orchestra da Camera di Mantova, l’Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philharmonic Orchestra, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre des Champs-Elysées e la Filarmonica della Scala. Il programma del concerto di domenica prossima prevede l’esecuzione del Divertimento in fa maggiore K. 138 e del Concerto in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra K. 449 di W. A. Mozart; - «Young Apollo» per pianoforte e archi di Benjamin Britten e il Quartetto in re minore D. 810 «La morte e la fanciulla» di Franz Schubert, nella trascrizione per orchestra d’archi di Gustav Mahler.
Il brano che apre il concerto, il Divertimento in fa maggiore K. 138 di Mozart, composto nei primi mesi del 1772, è strutturato in tre movimenti, secondo la maniera italiana e la sua strumentazione in quattro parti (violino primo e secondo, viola e basso) permette l’esecuzione sia a parti reali da un quartetto d’archi, sia da un’orchestra d’archi con la parte dei violoncelli raddoppiata talvolta da un contrabbasso. La pagina è di grande freschezza, con un’ottima padronanza formale, sebbene su scala ridotta. Il Concerto in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra K. 449 è stato invece composto da Mozart tra il febbraio e l’aprile 1784. Il Concerto in mi bemolle maggiore era destinato (assieme ad un altro Concerto) all’allieva Barbara Ployer. Il lavoro è l’ultimo in cui è prevista la facoltà di omettere le parti degli oboi e dei corni ed è un vero e proprio spartiacque nella produzione di Mozart. Anche il procedimento compositivo rappresenta un avanzamento rispetto a quello dei Concerti precedenti.
Nel programma è inoltre previsto «Young Apollo» per pianoforte e archi di Benjamin Britten scritto dal compositore nell’ agosto 1939 per la Canadian Broadcasting Corporation.
«Young Apollo» è una pagina apertamente edonistica, che fa riferimento al poema Hyperion di John Keats. L’edonismo di Britten trova espressione sia nell’esuberanza della partitura in generale e della parte pianistica in particolare, sia nella tonalità usata: il la maggiore, la tonalità «erotica» del compositore. Nello stesso tempo la composizione è anche un’espressione della luce radiosa del Nord America, che -per ammissione dello stesso compositore - lo aveva colpito con una particolare intensità. Infine, il concerto termina con uno dei brani oggi più popolari e celebri dell’intera letteratura quartettistica: il Quartetto in re minore D. 810 “La Morte e la fanciulla” di Franz Schubert. Il Quartetto è eseguito – per quest’occasione – nella versione per orchestra d’archi di Gustav Mahler.
Il brano fu composto (assieme al Quartetto in la minore e all’Ottetto) nello spazio di soli due mesi, tra il febbraio e il marzo 1824 e fu soltanto nel 1831 – dopo la morte del compositore – che fu dato alle stampe da Josef Czerny.
Con il concerto della Camerata Salzburg ha inizio la Stagione 2010-2011 degli «Amici della Musica» di Perugia. “Un cartellone di ventuno appuntamenti – spiega Alberto Batisti, Direttore Artistico della Fondazione Perugia Musica Classica Onlus – in cui spiccano indubbiamemte le presenze di illustri protagonisti del pianoforte tra cui: Leif Ove Andsnes, oggi al culmine di una meritatissima fama internazionale, Nelson Freire, pianista oggi celebrato come uno dei massimi interpreti del grande repertorio romantico e ancora Grigory Sokolov, Boris Berezovsky e Martin Helmchen, uno dei protagonisti indiscussi della nuova generazione. Anche gli appuntamenti sinfonici – prosegue Alberto Batisti – sono di prima grandezza: da segnalare in particolare Daniel Harding che si presenta per la prima volta al Teatro Morlacchi insieme all’ Orchestra della Radio Svedese. In questo concerto verranno celebrati i cento anni dalla morte di Gustav Mahler con la sua Nona Sinfonia.
La fedeltà degli «Amici della Musica» a Johann Sebastian Bach è confermata da due preziosi concerti nella Basilica di San Pietro: l’integrale dei Mottetti, vertice del contrappunto corale bachiano, affidati al St. Jacob’s Chamber Choir di Stoccolma e l’integrale delle quattro Suites per orchestra eseguite da Europa Galante diretta da Fabio Biondi.
La musica da camera, cuore di ogni stagione degli «Amici della Musica», può inoltre vantare le presenze del St. Lawrence String Quartet, del Quartetto Michelangelo affiancato da David Geringas, del violino di Boris Belkin, dell’estroso violoncello di Steven Isserlis in un programma che spazia da Bach ai giorni nostri, grazie alla presenza alla tastiera di un pianista-compositore come Olli Mustonen, dei Fiati dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia con Linda Di Carlo, del Leopold Trio. Infine – conclude Alberto Batisti – il vento di freschezza che i giovani portano al cartellone degli «Amici della Musica»: da una parte gli strumentisti dell’Orchestra Mozart di Claudio Abbado, capitanati da un solista affascinante quale Enrico Bronzi, dall’altra gli studenti dell’Università di Tucuman, che, insieme al Coro Costanzo Porta, ci faranno rivivere l’energia ritmica di una festa di Natale argentina con la Misa Criolla di Ramirez nella Basilica di San Pietro.”





