Politica
La Regione Umbria affronta crisi con conti in ordine
(UJ.com) PERUGIA - Un’analisi approfondita del quadro economico e sociale della regione anche alla luce del brusco mutamento delle prospettive congiunturali intervenute nel 2008 in seguito all’espansione della crisi dei mercati finanziari e alle sue conseguenze sull’economia reale: sono queste in sintesi le tematiche analizzate e i contenuti rilevanti del Documento annuale di Programmazione economica 2009 (“Dap”) della Regione Umbria passato al vaglio del Tavolo Generale del Patto per lo Sviluppo
“La crisi economica attesa per il 2009 – è scritto nel documento - vede un’Umbria con un trend di crescita che nel recente passato si è fatto particolarmente significativo e con i conti in ordine, soprattutto sul versante della spesa sanitaria. Segnalata anche l’ottima resa sul fronte economico dei pacchetti competitività e il rafforzamento delle reti d’impresa che stanno permettendo all’Umbria di affrontare la sfida di una crescita strutturale della capacità competitiva”.
Tra le grandi questioni regionali il “Dap” in primo luogo prende in considerazione le azioni regionali per fronteggiare la crisi economica, ma si sofferma anche su altri due grandi temi tra loro collegati che caratterizzeranno la fine della legislatura regionale: il percorso di avvicinamento alla prospettiva del federalismo fiscale e il tema della produttività. In particolare in questo contesto si approfondisce l’analisi dei flussi finanziari pubblici di entrata e di spesa del settore pubblico alla luce della monografia “L’Umbria secondo i Conti pubblici territoriali, presentata di recente.
Per quanto riguarda gli indirizzi di programmazione generale, la descrizione del complesso delle azioni regionali prioritarie per il 2009 parte dai 10 “Progetti caratterizzanti” del Patto e si sofferma quindi sulle priorità per l’anno 2009 per ciascuna politica. Un anno il 2009, che vedrà la definizione e la prima attuazione di importanti riforme, quali ad esempio il nuovo Piano dei rifiuti, i nuovi Piano sanitario e sociale e la prosecuzione dell’attuazione degli interventi per le politiche di sviluppo e coesione che si caratterizzano soprattutto per un enfasi sull’innovazione e la competitività del sistema economico regionale.
Dal punto di vista strettamente economico il documento partendo dalla premessa che “la manovra di finanza pubblica del governo ‘scarica’ sul sistema delle autonomie locali una parte consistente delle misure di contenimento della spesa, mette in risalto che per l’Umbria sono prevedibili ‘tagli’ per 27 milioni di euro nel 2009 e di 61 e 90 rispettivamente nel 2010 e 2011”. Il settore più colpito sarà la sanità, con 103 milioni in meno nel triennio.
Il “Dap” insiste molto, in questa ottica e nella prospettiva del federalismo fiscale, sui “conti a posto” dell’Umbria, per la sanità e il complesso del bilancio, come leva fondamentale per volgere in positivo le sfide difficili del futuro. Il “Pil” umbro 2007 si attesterebbe, secondo le stime Istat, su un valore di +2,3 per cento, migliore di quello nazionale (+1,5). La performance umbra è significativamente migliore di quella nazionale anche in relazione all’aumento dei consumi delle famiglie (+2,5per cento contro il +1,3 per cento).
L’occupazione in Umbria nel 2007 ha registrato il notevole aumento di 12mila unità, raggiungendo la quota di 367 mila occupati. L’incremento percentuale (+3,4) è molto più elevato di quello medio del Paese (+1per cento) e di quello del centro Italia (+2,5). Il tasso di occupazione, sulla popolazione attiva, è giunto al 64,6 per cento, mentre i disoccupati 2007 erano 18mila, mille in meno rispetto al 2006. L’aumento di occupazione è dovuto all’industria in senso stretto (+5mila) e, soprattutto, al terziario (+11mila, di cui 3mila nel commercio).
L’Umbria si prepara ora a vivere le “turbolenze della crisi finanziaria”, che rende le previsioni più che mai difficili e incerte. Accanto ad “alcune criticità storiche dell’economia regionale”, si segnala - è scritto nel “Dap” - “un irrobustimento della struttura produttiva, capace di agganciare positivamente le dinamiche congiunturali”. Le previsioni del PIL sono negative per il 2008 e 2009 (-0,4 e – 0,5) per tornare a “salire” nei due anni successivi (+0,8 nel 2010 e +1,3 nel 2011). Le azioni e i programmi per il 2009 si muovono, sostanzialmente, in una linea di continuità con le politiche dei documenti annuali precedenti e con la filosofia di fondo del Patto per lo Sviluppo.
Non ci sarà, per il 2009, aumento dell’imposizione fiscale regionale. Tasse e tributi propri dell’ente rimarranno invariati. Il pareggio di bilancio sarà ottenuto attraverso un ulteriore contenimento delle spese di funzionamento e per il personale della Regione, il recupero dell’evasione fiscale e tributaria, il minore ricorso ai prestiti bancari e con la valorizzazione del patrimonio immobiliare. La spesa sanitaria seguirà la riprogrammazione già decisa con apposita legge regionale, il bilancio (entrate uguali spese) per il 2009 è di circa 2miliardi e 100milioni di euro.





