Lavoro
LAVORO - EMICOM, LE PREOCCUPAZIONI DELLA FIM CISL UMBRIA
Livia Di Schino (uff stampa)
(UJ.com) PERUGIA - Emicom, si discute sulla nomina del liquidatore e la Fim Cisl Umbria prende posizione. “Non si può dare all’intera partita un impulso esclusivamente liquidatorio, il Concordato (qualora venisse omologato) non può segnare la fine definitiva di Emicom –ha dichiarato il segretario generale regionale Fim Cisl Umbria Adolfo Pierotti- Le valutazioni devono essere fatte su quello che ancora noi auspichiamo, ossia la salvaguardia dell’occupazione, e della tenuta sociale e industriale dell’azienda e non sulle persone. Se dovesse prevalere la linea disfattista sarebbe la fine, in primo luogo per il messaggio trasmesso ai creditori. La Fim Cisl Umbria si impegnerà affinché le attività rimangano, questo per il bene dei lavoratori e del loro futuro”. La Fim Cisl Umbria, infatti, ritiene che la vicenda non possa essere chiusa né con il Concordato né con la cessione di rami di azienda, anche se hanno garantito un parziale recupero della forza lavoro.
“Pertanto –ha ribadito Pierotti- abbiamo ancora obiettivi importanti da raggiungere, la messa in sicurezza di A.E.A., verso la quale anche le istituzioni, su pressione dei sindacati, hanno ribadito il proprio impegno. La tenuta occupazionale nella città di Massa Martana, che potrebbe non essere scontata, deve rimanere come obiettivo prioritario per avere ulteriori opportunità. Il sito di Terni dovrà essere un luogo dove potranno trovare cittadinanza i lavoratori e non qualcos’altro. Su questo versante c’è molto da lavorare”. Pierotti ha poi aggiunto che “fino a quando la situazione non è degenerata (richiesta di Concordato), avevamo i nostri interlocutori che si erano assunti degli impegni ben precisi che per noi significa solo ed esclusivamente risolvere i problemi dei lavoratori. Quindi, la nostra garanzia per il rispetto delle procedure è il Tribunale di Perugia, che siamo convinti che sarà vigile e attento e non crediamo che abbia bisogno di suggerimenti. Sul resto ci sono degli impegni che per noi rimangono gli stessi, sapendo però che abbiamo bisogno di interlocutori che sappiano darci delle risposte sul piano occupazionale e di prospettiva”.





