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Omicidio Kercher: la casa di via della Pergola è stata ridata alla proprietaria
Sul posto anche Curt Knox, il padre di Amanda, per riprendere gli effetti personali della figlia
(UJ.com) PERUGIA - Le chiavi dell'abitazione di via della Pergola a Perugia, dove venne uccisa Meredith Kercher la notte tra il primo e il due novembre 2007, sono state restituite al legale della proprietaria. Dopo il provvedimento di dissequestro disposto dalla Corte di assise di Perugia, oggi pomeriggio è stata fatta la consegna ufficiale. Sul posto l'avvocato Letizia Magnini, che rappresenta come parte civile la pensionata proprietaria dell''abitazione al numero 7 di via della Pergola. Presente anche personale della squadra mobile di Perugia. Al casolare si è anche recato Curt Knox, il padre di Amanda, per riprendere gli effetti personali della figlia accusata del delitto insieme a Raffaele Sollecito.
Curt Knox ha portato via una borsa di plastica e una valigia contenenti gli oggetti della figlia. Libri, foto e cd, chiesti dalla famiglia di Meredith Kercher, sono stati affidati alla polizia mentre il personale dell'azienda che si occupa della nettezza urbana ha pulito le tracce di sangue.
Da oggi pomeriggio la casa dove venne uccisa la giovane inglese, a Perugia, non è più sotto sequestro. Le chiavi sono tornate alla proprietaria, una pensionata che vive a Roma, che però ha preferito non partecipare alle operazioni per evitare la stampa. Per suo conto c'era l'avvocato Letizia Magnini, che la rappresenta nel processo alla Knox e a Raffaele Sollecito davanti alla Corte d''assise di Perugia, la quale ha formalizzato il dissequestro con il personale della squadra mobile.
In via della Pergola non si sono viste le due italiane che vivevano con Mez e la Knox nella casa. Così come gli studenti che avevano in affitto l'appartamento sottostante. Ha invece scelto di esserci il padre di Amanda, Curt Knox, che si alterna a Perugia con la ex moglie e il secondo marito di questa per rimanere vicini alla giovane rinchiusa nel carcere del capoluogo umbro. Ha lasciato la casa sotto la pioggia con un trolley e una grande borsa.
"Cose personali di mia figlia" ha detto ai giornalisti senza però volere rivelare di cosa si trattasse. "La sua vita - ha aggiunto - è stata già troppo messa in mostra. Fermiamoci quà. Pare comunque che Curt Knox abbia portato con sé attrezzatura per le arrampicate in montagna della quale la studentessa è appassionata e per la ginnastica.
"E' una situazione triste - ha ribadito - perché quella è la casa dove una giovane ha perso la vita". Riferendosi al dissequestro Curt Knox ha spiegato di vederlo anche "come un passo verso Amanda che torna a casa". Dei suoi oggetti, Curt Knox ne ha trovati "un quarto". "l resto - ha sostenuto - sono le prove in mano alla polizia o sono stati portati via (nelle ultime due incursioni - ndr)".
Gli effetti personali di Mez saranno invece custoditi dalla squadra mobile e consegnati ai suoi congiunti che saranno a Perugia tra la fine di maggio e l'inizio di giugno per testimoniare nel processo a Sollecito e alla Knox. "La famiglia di Meredith - ha detto il suo legale, l'avvocato Francesco Maresca - ci teneva molto. Ancora una volta la squadra mobile si e'' rivelata attenta e disponibile". Vestiti e altri oggetti sono stati invece gettati via e distrutti.
Nella casa di via della Pergola oggi non sono stati fatti entrare i giornalisti. Sembra comunque che siano già giunte alla proprietaria richieste di esclusiva per le immagini dell'interno, da stasera già ripulito da ogni traccia di sangue per disposizione della polizia. Nell'appartamento si sono invece subito messi al lavoro gli operai che hanno bloccato le finestre per evitare il rischio di ingressi abusivi. Alcuni artigiani hanno intanto cominciato a valutare i lavori da svolgere per poter riaffittare la casa che la proprietaria non intende vendere. Nell'appartamento è entrata anche una donna, sembra la moglie di uno degli stessi artigiani, che ha lasciato un santino nella camera dove venne uccisa Meredith Kercher.
Ci saranno anche i quadri realizzati da Raffaele Sollecito tra quelli dei detenuti del carcere di Terni con i quali verra'' allestita una mostra alla meta'' di maggio. Le opere saranno poi vendute e il ricavato verra'' devoluto in beneficenza. Il giovane accusato dell''omicidio di Meredith Kercher ha chiesto che per quanto lo riguarda i fondi siano destinati agli orfani dei detenuti e per le popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. A riferirlo e'' stato oggi l''avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito che nei mesi scorsi e'' stato trasferito nel carcere di Perugia. Il legale ha spiegato che i quadri vennero realizzati dal giovane partecipando ai corsi di pittura svolti nell''ambito dell''attivita'' carceraria. L''avvocato Maori ha anche detto che Sollecito e'' in attesa di essere autorizzato a utilizzare il computer per proseguire gli studi dopo essersi iscritto al corso di laurea specialistica in informatica all''Universita'' di Verona.





