Arte e cultura
PRESENTATO A UMBRIA LIBRI IL PROGETTO IDEA PER LA REALIZZAZIONE DI EBOOK
(UJ.com) PERUGIA - Umbria Libri chiude con uno sguardo verso il futuro del libro che, da puramente cartaceo, troverà sempre di più un corrispettivo in quello digitale. Ad esserne convinta è la casa editrice EFFE Fabrizio Fabbri Editore, che domenica pomeriggio, nella giornata di chiusura della manifestazione organizzata dalla Regione dell’Umbria, ha presentato il progetto iDea, un sistema all’avanguardia per la conversione, o pubblicazione, del libro da cartaceo a elettronico, utilizzando la tecnologia Adobe. L’incontro ha suscitato un forte dibattito con gli operatori del settore ed i semplici lettori presenti, tutti incuriositi da questa nuova forma di editoria che spaventa gli ultra affezionati al libro cartaceo che ne negano la possibilità di sviluppo.
A conferma, invece, che il futuro vedrà sempre più l’affermarsi del libro in formato digitale sono i dati: oggi un libro venduto su dieci è elettronico. In un anno il mercato è cresciuto del 190 per cento e si prevede che, da qui al 2013, coprirà almeno un quarto del totale. Questi dati hanno spinto il più prestigioso quotidiano americano, il New York Times, a pubblicare la prima classifica di libri elettronici. “E’ fondamentale che i piccoli editori non perdano questa opportunità perché possiamo essere proprio noi ad uscire avvantaggiati dall’utilizzo di questa tecnologia che mette tutti, grandi e piccoli, sullo stesso piano – ha affermato, parlando di iDea, Fabrizio Fabbri fondatore della casa editrice specializzata in preziosi cataloghi e libri d’arte -. Starne fuori sarebbe anacronistico visto quanto accade nel mondo: alla Fiera del libro di Francoforte a farla da padrone erano proprio gli ebook. E’ importante anche ricordare il forte calo che sta subendo l’editoria tradizionale, circa il 4%, mentre è progressivo l’incremento di quella digitale”, “Il libro digitale – ha proseguito - può rappresentare un importante sistema per rendere più democratico il confronto tra grandi e piccoli editori.
Questo, grazie alla stessa possibilità di poter raggiungere il lettore, bypassando la distribuzione e gli spazi di vendita che, troppo spesso, penalizzano la piccola editoria. Il libro elettronico può, inoltre, funzionare da traino al catalogo cartaceo”.
L’arretratezza dell’Italia su questo settore rispetto non solo al mercato americano ma anche di quello europeo, è stata evidenziata dal critico d’arte Francesco Dufour che ha posto l’attenzione, nel suo intervento, sulla necessità di nuove figure professionali e il necessario cambiamento della figura dell’editore. “Nel passaggio dall’analogico al digitale – ha affermato Dufour – i contenuti non possono rimanere uguali, ma vanno riadattati. Questo porta a una funzione diversa dell’editore rispetto a quella tradizionale, con la creazione di nuove figure professionali e la scomparsa di altre. Un processo editoriale che vede il coinvolgimento delle banche per l’individuazione di adeguate forme di pagamento e la necessità di nuovi modi di comunicare che saranno legati, ovviamente, ad internet”.
“Oltre alle perplessità di tipo culturale la difficoltà era soprattutto quella di poter garantire un prodotto editoriale digitale che potesse competere con quello cartaceo. La tecnologia che ha dato luogo al progetto iDea, riconosciuto a livello nazionale come uno dei sistemi più all’avanguardia nel settore dell’editoria digitale è stato elaborato dopo una lunga ed attenta verifica di quanto viene offerto a livello internazionale ed ha trovato nel riconoscimento di Adobe la conferma della qualità del prodotto che può essere ottenuto. “Abbiamo lavorato sui punti di criticità dell’editoria digitale attualmente disponibile cercando delle soluzioni che potessero migliorare il prodotto – ha spiegato Francesco Fabbri ideatore del progetto -.
Abbiamo così potuto appurare che, molto spesso e soprattutto in Italia, è proposto un prodotto editoriale ancora molto scadente che non soddisfa il lettore. Il lavoro dell’editore si traduce, attualmente, in una semplice trasposizione delle pagine del libro dalla carta al supporto digitale. Grazie a quanto da noi elaborato possiamo dire che, il libro digitale, è frutto di un nuovo modo di lavorare sulla pubblicazione del testo. Non solo la modalità di impaginare è adattata al nuovo supporto ma, oltre alle possibilità tradizionali, siamo in grado di offrire una serie di nuove funzioni che vanno dal semplice inserimento di foto, a tecnologie più ricercate quali: introduzione di filmati, di immagini tridimensionali, etc...
Una tecnologia che consente di ottenere pubblicazioni in grado di raccogliere ed utilizzare tutto quello che, attualmente, il mondo delle tecnologie multimediali mette a disposizione”. Una storia più che trentennale quella dei libri elettronici. Falliti i primi tentativi, fatti negli anni Ottanta, di sostituire il libro di carta con quello digitale, il primo decennio del duemila ha visto, invece, un progressivo interesse per questo nuovo settore dell’editoria. Amazon lancia il primo Kindle nel novembre del 2007 ma un’accelerata allo sviluppo della ricerca sul libro elettronico è venuta certamente dall’uscita dell’iPad, seguito da una infinità di prodotti simili. Ma, soprattutto, è il mercato internazionale, sempre più legato ad internet, che sta spingendo, anche per quello che riguarda l’editoria, come è già successo per la musica, a richiedere un prodotto editoriale scaricabile da internet, che offra tutte quelle attrattive cui ormai sono abituati gli utenti che utilizzano abitualmente questo strumento.





