Perugia, 23/05/2012 ore 06.42

Salute

SALUTE - APERTURA DEL XXV CONGRESSO DI PODOLOGIA

 
16/04/2010 ore 18.24

(UJ.com) PERUGIA - Si sono aperti oggi, ad Assisi, nei saloni dell’Ora Hotel “Cenacolo”, i lavori del XXV Congresso nazionale di podologia, organizzato dall’Associazione podologi italiani (Aip), in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma e l’Istituto Podologico Italiano, “Sembra uno scherzo, ma io ragiono con i piedi” così ha concluso il suo intervento la senatrice Mariapia Garavaglia, la quale ha presentato ai podologi intervenuti la sua proposta di legge finalizzata a riformare ampiamente il profilo professionale e ad istituire la podoiatria come titolo di laurea di secondo livello nell’area delle professioni sanitarie.

 

“Credo fortemente – ha continuato la senatrice - che una persona che non cammina o cammina malamente non sia in grado di svolgere pienamente le sue funzioni vitali ed avere una vita sociale accettabile. Per questo che, fin da quando ero ministro della Sanità, ho ritenuto necessario che il podologo rivestisse un ruolo di grande rilievo nella sanità italiana. Oggi lo Stato ha il dovere di riempire un vuoto legislativi e di adeguare, con l’ampliamento del profilo professionale del podologo, il nostro sistema alle migliori esperienze europee. Da questa constatazione nasce il mio disegno di legge”. Con queste parole la senatrice Mariapia Garavaglia ha presentato ai podologi intervenuti la sua proposta di legge finalizzata a riformare ampiamente il profilo professionale del podologo e ad istituire la podoiatria come titolo di laurea di secondo livello nell’area delle professioni sanitarie.

 

Strettamente connesso con l’intervento della Garavaglia, quello del prof. Vincenzo Ziparo, preside della II Facoltà di medicina e chirurgia dell’Ateneo di Roma “Sapienza”, il quale ha evidenziato che, nell’ambito della riforma dell’Università si tenga conto della specificità del corso di laurea in podologia, istituendo un corso biennale specialistico aggiuntivo al triennio attualmente vigente. Una formazione quinquennale così strutturata consentirebbe la preparazione di specialisti in grado di fornire assistenza adeguata alle nuove esigenze di salute della popolazione, soprattutto anziana. Mauro Montesi, presidente dell’Associazione italiana podologi (Aip), ha affrontato la questione del ruolo del podologo nell’assistenza al piede diabetico, fornendo dati molto interessanti sull’efficacia della sua azione nella prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti colpiti da questa insidiosa malattia, la quale può portare, se non diagnosticata nelle sue complicanze, all’amputazione dell’arto inferiore.

 

“Questi – ha sottolineato Montesi - i quattro punti su cui si articola la proposta dell’Associazione: valorizzare lo studio podologico sul territorio; sensibilizzare i medici di famiglia e i diabetologi sul ruolo che può essere svolto dal podologo; dare attuazione pratica a quanto già prevedono i LEA in merito alle patologie podaliche di competenza del podologo ed accreditare gli studi; attivare la rete informatizzata tra podologi, medici di famiglia e diabetologi.” “L’assistenza podologica – ha concluso Montesi – oltre che evitare inutili sofferenze ai pazienti diabetici, può aiutare il Servizio Sanitario a risparmiare preziose risorse economiche considerando la riduzione delle amputazioni e, quindi, delle giornate di degenza, che oggi comportano un costo complessivo di circa 79 milioni di euro, comprese le spese di riabilitazione e protesi”.

 

L’assessore all’istruzione di Assisi, Maria Aristei Belardoni, ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, sottolineando come la città, che custodisce tesori artistici inestimabili, sia stata sempre sensibile ai problemi di salute della collettività. In apertura il dr. Mario Falconi, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Roma, ha fortemente auspicato l’integrazione tra medico e podologo per assicurare una migliore circolazione delle informazioni mediche sulla salute dei pazienti. “Occorre – ha concluso Falconi – che la gente sia correttamente informata sul ruolo del podologo e che il medico di famiglia sia ben consapevole di quanto questo professionista possa essere utile alla salvaguardia della qualità della salute”.


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