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SOLENNITÀ DELL’ASSUNTA 2010. SANTUARIO DI CANOSCIO
post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) CITTA' DI CASTELLO - Domenica 15 agosto, alle ore 11, il vescovo di Città di Castello, mons. Domenico Cancian, ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica nel santuario di Canoscio, tradizionale meta di migliaia di pellegrini che ogni anno, nel giorno della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine al cielo, raggiungono il santuario provenendo dall’Umbria, dalla Toscana e dalle Marche. Alla celebrazione erano presenti anche le autorità civili. Di seguito riportiamo alcuni punti sviluppati dal vescovo all’omelia.
- Maria, assunta in cielo anche col suo corpo, è accanto al suo Figlio nell'eterna gioia del Paradiso. Sì, in Paradiso! E ci ricorda che il Paradiso è il nostro destino! Speriamo di non essere così distratti nei nostri piccoli paradisi artificiali da perderci l'eterna “vacanza” nella piena comunione col Signore e tra di noi! Gesù e Maria ci sono già, anche col corpo! E assicurano che c'è un posto già preparato, gratuito, per ogni uomo e ogni donna che voglia battere l'unica strada di accesso: quella aperta da Gesù e percorsa perfettamente da Maria. Una via stretta, in salita, impervia all'uomo senza l'aiuto amorevole del buon Dio.
Maria ci rincuora: “Coraggio, puoi farcela anche tu. Ci vuole la tua libera e responsabile adesione (= fede, preghiera, umiltà, perseveranza). Da un lato c'è Gesù, dall'altro ci sono io. Le grandi cose che ha fatto in me l'Onnipotente, le compie anche in te… se vuoi credere! La sua misericordia attraversa anche la tua generazione”.
Sarebbe imperdonabile distrazione non raccogliere questo invito e accontentarci di molto meno, pagandolo caro.
- La morte per chi vive in questa luce non fa più paura. “È come un addormentarsi nel Signore che viene a portarti nel suo Regno. Non è una favola. È la verità più bella che gli Apostoli hanno riscontrato nel Cristo risorto e nella mia Assunzione, come attesta l'immagine del Transito. Questa è la Bellezza, l’Amore, la Verità che cerchi. Esistono davvero: si chiama Paradiso, vita eterna, comunione piena col Padre, Figlio, Spirito, con gli apostoli e i santi, con le persone buone che hai conosciuto e amato… Perché vorresti snobbare quest'offerta, la più bella della vita e per giunta gratis?”
- Maria è “vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”. E tuttavia è “nelle doglie del parto”, e con il drago davanti a lei, pronto a divorare. Ma lei ha vinto, stando vicino a Gesù, il vincitore su tutti i fronti. È nella gloria di Dio e allo stesso tempo vicina ad ogni fratello e ogni sorella che affronta ora la stessa lotta. E’ vicina come lo è stata a Cana, ad Aim Karim, sotto la croce, nel cenacolo. Lei continua a farsi presente in modo delicato, invisibile, ma reale. Gesù l'ha voluto nostra Madre, oltre che Madre sua.
- Lei è vicina soprattutto ai figli che soffrono: alle vittime dell'ingiustizia e della violenza, ai poveri che non hanno di che vivere (alla faccia di chi non sa quale stravagante vacanza fare), ai disperati di ogni genere, ai carcerati rinchiusi in strutture disumane (in Italia ci sono 70.000 carcerati, tra i quali ben 40 suicidi nei primi 7 di quest'anno!), ai paesi in guerra e nella miseria, alle tantissime relazioni d'amore troppo fragili, ai giovani senza speranza di formazione seria e di lavoro, alla nostra Italia che non trova la strada di una convivenza sociale e politica orientata al bene comune senza cadere in violenti contrapposizioni …
- In tutto questo, Maria, umile donna della Speranza, ci invita a deporre i sentimenti perversi (narcisismo, orgoglio, pigrizia, odio, spreco, distrazioni, ubriacature di vario genere, sregolatezza e trasgressioni gratuite…) per assumere i sentimenti di Gesù che lei ha ben appreso, vissuto e cantato nel suo Magnificat.
Ma perché non proviamo a cantarlo anche noi soprattutto con la vita?
Il Signore è veramente buono e paziente con noi. Vuol fare grandi cose con ogni suo figlio.
Si china con amore e misericordia sui poveri e gli umili mentre disperde i superbi e confonde i potenti;provvede il cibo agli affamati mentre i ricchi li fa trovare a mani vuote;
rende beati quelli che perdonano e fanno del bene, lascia gli egoisti nel loro inferno.
Grazie, Signore. Eterna è la tua misericordia. La canteremo insieme a Maria per sempre.
Grazie anche a te Maria, nostra madre e sorella beata!
Maria, Madonna del Transito, da questo colle guarda e proteggi il popolo tifernate!
Noi ci affidiamo alle tue cure materne, con la sicura speranza di essere da te benedetti
e che ci otterrai dal Signore quello di cui abbiamo bisogno per continuare il nostro cammino personale ed ecclesiale.
Come segno di gratitudine vogliamo impegnarci a dare il nostro contributo perché questo tuo Santuario diventi ancora più bello e sia ancor più frequentato.
Maria, Madonna del Transito, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen





