Perugia, 11/02/2012 ore 10.04

cronaca HP

CARITAS UMBRIA - L’AQUILA: «LA TERRA E’ TORNATA A TREMARE, E NOI SIAMO CON LA GENTE AD AIUTARLI»

 
06/09/2010 ore 10.56

post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) L'AQUILA - Arrivando a L’Aquila, nelle strade e tra la gente, si percepisce subito la volontà di tornare quanto prima alla “normalità”, anche se i segni del terremoto resteranno per molto tempo. Sono segni profondi di un sisma che ha cambiato per sempre la vita. Oggi L’Aquila è una città-cantiere in ricostruzione, dove le attività commerciali riprendono, così come il suo traffico urbano…, ma il centro storico, dopo essere stato parzialmente riaperto, è tornato inaccessibile a causa delle ultime recenti scosse. Gli aquilani sono tornati ad avere paura, pensando a ciò che hanno passato e a quello che stanno vivendo: sono circa 20 mila le persone in attesa di un’abitazione stabile, 4 mila delle quali vivono ancora in albergo.

In Abruzzo la terra è tornata a tremare da alcuni giorni come in Umbria. Non sono solo le scosse ad accomunare le due regioni, ma la presenza del Campo del Volontariato delle Delegazioni Caritas Umbria e Piemonte-Valle d’Aosta allestito nella primavera 2009 presso la parrocchia di Pile in L’Aquila. Nell’estate 2010 sono stati 2.000 i volontari, soprattutto giovani, che si sono recati nel Campo con soggiorni di almeno una settimana, provenienti non solo da Umbria, Piemonte e Valle d’Aosta, ma da altre regioni ed anche da alcuni Paesi europei. Hanno accolto l’invito di animare e vivere l’esperienza dei Campi estivi di lavoro, dove quotidianamente hanno incontrato gli aquilani, i loro bambini ed i loro anziani bisognosi di compagnia, di cure, ma anche gli immigrati la cui situazione si è fatta più difficile con il sisma.

Oltre alle visite giornaliere ai portatori di handicap, ai malati, accompagnandoli ed assistendoli anche in ospedale, alle famiglie impegnate nei traslochi e nel vedersi abbattere ciò che restava della loro casa, i volontari hanno organizzato tra luglio ed agosto ben 13 Gr.Est. (Gruppi Estivi). Vi hanno partecipato in 2.000 tra bambini e ragazzi che altrimenti non sapevano dove e come trascorrere le giornate mentre i genitori erano al lavoro, o alle prese con la ricostruzione e con la burocrazia del sisma. I Gr.Est. proseguiranno fino a metà settembre e sono stati organizzati insieme alla Comunità Salesiana, al Csv (Centro servizi volontari), alle proloco ed ai comuni.

«Siamo stati di aiuto agli amici aquilani anche quest’estate, come nella precedente; un aiuto che continuerà fino alla prossima estate, quando la gestione del Campo Caritas sarà presa in mano dagli operatori della Caritas diocesana aquilana. Attualmente una quindicina di loro ci affianca nell’attività; attività che è svolta in stretta collaborazione con la parrocchia di Pile, dando l’opportunità a centinaia di giovani volontari di incontrarsi e conoscersi, soprattutto di vivere una vita diversa, quella di spendersi per gli altri, quella che ci insegna il Vangelo». A dirlo è don Marco Gasparri, sacerdote della Diocesi di Orvieto-Todi e coordinatore del Campo Caritas insieme a Paola Dutto, operatrice della Caritas Piemonte. «Molti dei giovani giunti a L’Aquila – aggiunge don Marco – sono alla ricerca di un senso della vita e penso che qui, in mezzo ad altri coetanei e a persone che hanno perso serenità e certezze, sono aiutati in questa loro ricerca. L’esperienza del Campo è importante perché aiutando il prossimo aiuti te stesso: è il Signore a darci questa opportunità di crescita umana e cristiana».

L’opera del Campo Caritas è andata oltre l’emergenza, sostenendo non poco le diverse difficili situazioni, molte delle quali si sono acuite con il sisma, sia di singoli che di nuclei familiari. Situazioni che i volontari, nel farsene carico, le hanno segnalate ai parroci, alle Caritas parrocchiali, alla Caritas diocesana ed ai Servizi sociali del Comune di L’Aquila, con i quali c’è una proficua collaborazione. Una presenza del volontariato Caritas, quindi della stessa Chiesa, che è molto apprezzata dagli aquilani e dalle istituzioni civili, una presenza che non può non continuare una volta che gli operatori ed i volontari delle Caritas Umbria e Piemonte-Valle d’Aosta faranno rientro a casa.


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