Arte e cultura
LA STORIA DEL PALIO DEI TERZIERI DI CITTA' DELLA PIEVE
Giorgio Croccolino scrive a UJ.com
di Giorgio Croccolino
Egr. Direttore, mi chiamo Giorgio Croccolino, il ragazzo ormai ultrasessantenne che nel 1963, anzichè 1960 come lei scrive nel suo articolo, indossò il primo costume che dette il via alla manifestazione del Palio dei Terzieri. Il primo costume che indossai fu realizzato da mi sorella Anna, allora sartina alle prime armi. Ricordo ancora che Don Oscar, il nostro parroco, aiutò mia sorella che aveva difficoltà ad infilare il cotone idrofilo nella fodera, in precedenza cucita a singoli cilindri per avere l'effetto a coste del costume stesso.
La calzamaglia nero verde, se non ricordo male, fu realizzata dalla Sig.ra Giuliana (la signora mi scuserà se non ricordo il suo cognome) moglie del barbiere Vittorio Greppi.
La signora Mollichella Speranza sempre se ricordo bene, cucì la camicetta nero-verde che indossavo sotto il costume, totalmente nero. A corredo del costume fu realizzato e da me indossato, un berreto anch'esso nero-verde cioè i colori del Terziere Castello. Non ricordo invece se le scarpe in cuoio fossero state acquistate o relizzate da qualche calzolaio del posto. La manifestazione della consegna della chiave della città, avvenne il giorno 15 agosto. La consegna avvenne donando una chiave di colore d'oro, posata su un cuscino rosso da me sorretto. Il corteo costituito dalla musicale musicale cittadina forse diretta dal maestro Dante Scarpanti(?) e dalle majorette del carnevale di Chiusi, prese il via dal terziere Castello, giunse davanti alla chiesa di Fatima dove, alla presenza di molti cittadini, io porsi la chiave a colui che in quel momento era il Presidente del Pievesi lontani, ciè Bruno(?) Cesaroni.
La manifestazione si concluse con un pranzo offerto a tutti i pievesi lontani e a coloro che dettero vita alla manifestazione, majorette comprese. Il costume in questione poi, l'ho indossato ancora per qualche anno, allorchè dietro gli insegnamenti di Ugo Cesaroni, io e altri ragazzi cominciammo a suonare le chiarine monopistone. Gianni Timitilli e Francesco Barbini se non vado errato, furomo con me, i primi suonatori.
Successivamente indossai altri costumi mentre quel primo pezzo da museo, credo che sia passato attraverso le spalle di vari personaggi a cominciare dallo stesso Don Oscar per giungere forse, sulle spalle di Giorgio Mangiabene, per anni, gran lavoratore e responsabile primo delle sorti del Terziere. Dal 1995, ultimo anno che ho fatto la comparsa come Priore del Castello, non indosso più costumi storici. Forse un giorno io, mio figlio e mio nipote, potremmo tornare a farlo.
Colgo l'occasione per porgere distinti saluti.
Giorgio Croccolino
P.S. E' stato un piacere navigare su internet e trovarsi citato in un articolo di rievocazioni storiche. Grazie.
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