Perugia, 12/02/2012 ore 09.36

Fogliettone

Nuova Finanziaria Gepafin e il sistema umbro diviene piu' competitivo

 
29/12/2008 ore 18.38
(UJ.com) PERUGIA - “Con il nuovo assetto societario la finanziaria regionale Gepafin si candida ad essere punto di riferimento del sistema della garanzie in Umbria”: lo ha detto l’assessore regionale alle riforme istituzionali Vincenzo Riommi illustrando, nel corso di una conferenza stampa a Perugia, le principali novità che caratterizzano la “nuova Gepafin” dopo l’operazione di riordino di Agenzie e strumenti a sostegno dello sviluppo economico operata dalla Regione.
 
 “Abbiamo così dato corso – ha detto l’assessore nell’incontro con i giornalisti, presenti anche il presidente ed il direttore di Gepafin, Giacomo Porrazzini e Marco Tili, e il presidente di Nuova Fin, Fausto Protasi - alle linee di indirizzo approvate dal Consiglio regionale e finalizzate a trasformare Gepafin in un soggetto pienamente competitivo sui mercati finanziari. L’operazione ha consentito una semplificazione del sistema umbro, adeguandolo alle nuove esigenze e strategie imposte dalle recenti riforme comunitarie.
 
 A ciò si aggiunge una più stretta collaborazione tra la finanziaria regionale ed il sistema umbro dei confidi e l’iscrizione della nuova Gepafin tra gli intermediari finanziari (ex art. 107 della legge bancaria) richiesti da Basilea 2 per la garanzia fidi. Le operazioni di fusione, con Nuova Fin e precedentemente con la finanziaria Capitale&Sviluppo – ha proseguito l’assessore, hanno inoltre portato ad una forte capitalizzazione e all’irrobustimento della finanziaria regionale.
 
 Si è passati – ha detto Riommi - da un patrimonio di 1 miliardo e 500 mila euro a 11 miliardi di euro con l’ingresso massiccio nel capitale sociale del mondo del credito cooperativo: cinque banche a cui se ne aggiungeranno altre tre nei primi mesi del 2009. Si tratta tuttavia – ha aggiunto - di una prima parte del lavoro di semplificazione del sistema del credito con la riorganizzazione degli equilibri interni. Il passo successivo è di arrivare alla costituzione di un unico polo del sistema delle garanzie in Umbria e su questo fronte è già stato siglato un accordo con le associazioni di categorie e relativi Consorzi fidi che ha già portato alla selezione di un Advisor per individuare le migliori forme di collaborazione.
 
 Il nuovo soggetto dovrà caratterizzarsi come Centro direzionale. Questa è la strada da seguire – ha concluso Riommi – per una regione che vuole crescere e cogliere le sfide future”. Questi i dettagli dell’operazione contenuti in una nota di Gepafin: “Il 23 dicembre scorso è stata registrata con atto notarile la fusione per incorporazione della Nuova Fin Merchant in Gepafin SpA. Con l’operazione, che fa seguito alla fusione per incorporazione della finanziaria Capitale&Sviluppo in Gepafin SpA avvenuta nel 2007, si realizza per la Finanziaria regionale un punto di forte consolidamento ed avanzamento sul percorso compiuto dall’anno di nascita, il 1992, ad oggi.
 
 La fusione, inoltre, attua in modo coerente e tempestivo le linee di riforma stabilite dal Consiglio Regionale il 24 Giugno 2008 per le Agenzie regionali. Tali linee, per l’ambito finanziario, prevedevano: l’accorpamento e la semplificazione del sistema delle Società controllate o partecipate dalla Regione; l’avvio del percorso di iscrizione della “nuova” Gepafin fra gli intermediari ex. Art. 107 della Legge bancaria, sottoposti al controllo dalla Banca d’Italia e pienamente rispondenti ai nuovi requisiti richiesti dal regolamento Basilea 2, per la garanzia fidi.
 
 L’apertura a forme più strutturate di collaborazione o integrazione societaria fra la Gepafin ed il sistema dei Confidi umbri. Mantenimento del controllo societario da parte della Regione, a tutela delle finalità pubblicistiche della finanziaria che resta una No-Profit, tenuta a reinvestire gli utili nei fondi di dotazione.
 
 Con le due operazioni di fusione si determina – secondo Gepafin - anche un nuovo equilibrio nei rapporti fra componente pubblica e privata della base sociale di Gepafin. Un nuovo equilibrio costituito da un sostanziale bilanciamento paritetico delle quote azionarie (54% Regione e Sviluppumbria; 46% Banche), un ampliamento qualificato della presenza bancaria, con un aumento delle banche socie da 11 a 16 e con l’ingresso già programmato di altre tre banche all’inizio del 2009, regole di “governance” tali da valorizzare in modo significativo il ruolo e le responsabilità gestionali della componente privata bancaria.
 
 Le operazioni di fusione hanno consentito anche una forte capitalizzazione della Gepafin che vede salire i propri mezzi patrimoniali netti da 1,5 a 10,5 milioni di euro ed i mezzi amministrati da 43,5 a 61,2 milioni di euro. Il personale dipendente ammonta a 18 unità. La nuova presenza bancaria si caratterizza per una più forte presenza della Banca Popolare di Spoleto che per effetto del conferimento delle azioni Nuova Fin vede crescere la sua quota azionaria dall’1,3 % al 12,3%, il consolidamento della presenza del sistema delle Casse di Risparmio umbre che si porta al 13,2%, la conferma del ruolo di Unicredit-Banca dell’Umbria e l’ingresso, con la significativa quota del 12,8%, delle cinque Banche di credito cooperativo operanti in Umbria, ovvero Mantignana, Spello e Bettona, Trasimeno, Perugia, Anghiari e Stia”.
 
 “Le altre banche, il cui ingresso è previsto all’inizio del 2009, sono la Banca delle Marche, la B. Popolare di Ancona e la B. P. Etruria e Lazio; con l’entrata nel capitale sociale di tali nuovi soci i mezzi propri di Gepafin saliranno a 11 milioni di euro. A tali banche – prosegue la nota - sarà assegnata una quota azionaria complessiva del 6,6%, con una corrispondente riduzione della quota complessiva di Regione e Sviluppumbria che passerà dal 54 % al 50,4%. Appare evidente come il progetto di fusione di Nuovafin in Gepafin abbia costituito un motivo d’impegno più forte, nella finanziaria regionale, non solo di B.P.S. ma anche di altre significative componenti del mondo bancario, a partire dalle Banche di credito cooperativo.
 
 La più forte ed attiva presenza del mondo bancario viene riconosciuta con l’assegnazione della Vicepresidenza dotata di deleghe, della Presidenza del Collegio dei Sindaci revisori e del Comitato tecnico di valutazione. La “nuova” Gepafin, soprattutto dopo l’iscrizione fra gli intermediari 107, potrà ampliare il ventaglio dei suoi prodotti e servizi finanziari, confermando i suoi tratti di originalità, nel panorama nazionale delle finanziarie regionali, che le consentono di operare, in modo integrato, sul rilascio di garanzie alle PMI e sul finanziamento diretto con mezzi di capitale di rischio e prodotti intermedi come i prestiti partecipativi.
 
 La Gepafin, in futuro, non si limiterà a gestire i fondi già assegnati dalla Regione e a candidarsi alla gestione delle future risorse previste dal prossimo DOCUP 2008-2013, ma opererà per accedere ad altri fondi comunitari per il sostegno allo sviluppo e all’innovazione delle piccole e medie imprese ed ai fondi del F.E.I., come già avvenuto in passato. Grande attenzione verrà anche prestata alla possibilità di inserirsi nella gestione dei fondi nazionali, messi a disposizione dal Governo per fronteggiare la crisi economica attuale, per mezzo di un sostegno straordinario alle imprese.
 
 Lo sviluppo di accordi di collaborazione e partenariato con altri soggetti continuerà ad essere una delle scelte fondamentali della Gepafin, al fine di accedere ad ulteriori risorse e competenze. In tale prospettiva, grande importanza va ad assumere il lavoro avviato dalla Regione e dalle Associazioni di categoria del mondo imprenditoriale al fine di predisporre un progetto d’integrazione sistemica fra Gepafin e Confidi, sulla linea già avviata con l’Associazione d’impresa ATI Prisma che vede Gepafin e Confidi gestire, insieme, i fondi comunitari e regionali del Docup 2002-2007”.
 
 “La incorporazione di Nuova Fin Merchant in Gepafin chiude una fase di assetto societario e di organizzazione gestionale durata 15 anni, dalla quale esce confermata la positività del lavoro svolto dalla Finanziaria regionale, per aprirne una ulteriore, nelle quale la nuova Gepafin dovrà misurarsi con le dimensioni inedite della crisi economica attuale e rispondere, in modo sempre più efficace, ai bisogni ed alle spinte di sviluppo delle piccole e medie imprese.
 
 Dalla crisi attuale, infatti, si può uscire solo in avanti, favorendo non solo la “tenuta” del sistema produttivo, così com’è, ma anche la sua profonda trasformazione ed innovazione competitiva. La “nuova” Gepafin – conclude la nota, con la sua forte apertura all’impegno del settore privato (Banche e Imprese), può essere uno degli strumenti più efficaci della politica industriale della Regione dell’Umbria chiamata misurarsi con inediti problemi, criticità e nuove opportunità di crescita”.
 
 Queste le cifre di Gepafin nel periodo dal 1992 al 2007: 2mila 820 le imprese che si sono rivolte a Gepafin, 3mila 600 le operazioni deliberate, 463milioni 550mila euro le garanzie rilasciate, 1 miliardo 168milioni 740 mila euro i finanziamenti attivati, 18 milioni di euro di partecipazioni, 200milioni 540mila euro di liquidità attivata, 1 miliardo 721milioni 800mila euro di investimenti attivati, 42 milioni 270mila euro la capitalizzazione delle PMI.


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