Perugia, 27/05/2012 ore 07.43

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Operazione "Laguna de Cerdos" il Noe arresta dieci persone

60 le aziende coinvolte, 96 le persone denunciate in stato di libertà
29/07/2009 ore 12.25

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(UJ.com) PERUGIA - Dieci persone arrestate, quattro delle quali in carcere, 60 aziende coinvolte,  40 gli allevamenti industriali coinvolti con 100 mila suini e 96 persone denunciate a piede libero. E' il bilancio dell'operazione dei Carabinieri del Noe - Nucleo operativo ecologico -, denominata "Laguna de Cerdos" (Laguna dei suini). I quattro che sono finiti in carcere sono componenti o ex componenti del consiglio di amministrazione della cooperativa che gestisce l'impianto di depurazione comunale di Bettona, in provincia di Perugia. Gli arresti sono stati effettuati tra Bettona, Bastia Umbra, Cannara, Todi e Brescia.

Gli arresti domiciliari sono stati concessi a tre dipendenti dell'Arpa, l'agenzia regionale per la protezione ambientale, operanti sul territorio di Assisi e Bastia Umbra ed a tre tra imprenditori zootecnici e trasportatori (uno residente a Brescia). I reati contestati a vario titolo sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali non pericolosi, avvelenamento delle acque, disastro ambientale e falso. L' operazione è stata coordinata dal pm della procura perugina Manuela Comodi che ha chiesto ed ottenuto dal Gip Claudia Matteini i provvedimenti di custodia cautelare in carcere.

"Laguna de Cerdos", è il risultato di una indagine avviata nel 2006 in seguito alle lamentele di cittadini e di una segnalazione dell'allora sindaco di Bettona riguardanti appunto la gestione dell'impianto di depurazione comunale gestito da una cooperativa di allevatori che, secondo l'accusa, avrebbe provocato un vero e proprio disastro ambientale inquinando le falde acquifere della zona. Il depuratore trattava i reflui suinicoli e le acque di vegetazione di frantoi oleari da cui si estrae biogas per la produzione di energia elettrica. Nel 2006 ne erano stati conferiti al depuratore più di 380 mila metri cubi.

Dagli accertamenti è emersa una complessa organizzazione gravitante attorno alla cooperativa che si occupava dello smaltimento finale di liquidi e solidi che - secondo l' accusa - venivano sparsi in modo illecito su terreni agricoli. I liquami penetrando nel terreno hanno danneggiato gravemente le sottostanti falde acquifere, tanto che dalle analisi su pozzi privati circostanti, destinati anche ad usi domestici, sono emersi parametri relativi ai nitrati di molto superiori a quelli ammessi dalla legge, provocando un vero e proprio disastro ambientale. Le attività illecite - sempre secondo l' accusa - sono state compiute con la complicità di persone inserite negli organismi pubblici di controllo.

Questi anziché procedere alle previste verifiche hanno consentito con una interpretazione normativa, definita dagli inquirenti "artificiosa", che le attività venissero svolte ugualmente. Poi, nel tentativo di "depistare" i controlli e regolarizzare queste attività illecite, sono stati prodotti documenti ed attestazioni irregolari e false. In molti casi è stato accertato che i terreni venivano messi a disposizione anche da privati al solo scopo di percepirne il canone di affitto. In altri casi - sempre secondo l' accusa - i terreni venivano messi a disposizione solo "sulla carta" senza possibilità di essere utilizzati, perché situati in alta montagna o in comuni molto distanti e raggiungibili solo con autobotti di cui non vi era la disponibilità.


Sono 11 i provvedimenti di custodia cautelare emessi dal gip di Perugia, Claudia Matteini, su richiesta del pm Manuela Comodi, ma uno di questi non sarebbe stato ancora eseguito. In carcere sono finiti quattro componenti o ex componenti della 'Codep', la cooperativa che aveva in gestione il depuratore di Bettona. Sono: l' attuale presidente, il geometra perugino Graziano Siena, 48 anni; l' attuale vicepresidente, l'imprenditore di Bettona Giovanni Mattoni, 52 anni; Sergio Longetti, 42 anni, e Nicola Taglioni, 28 anni, entrambi di Perugia e rispettivamente ex consigliere e consigliere. Arresti domiciliari invece per tre dipendenti dell'Arpa: la spoletina Susanna D'Amico, 49 anni, responsabile della sezione territoriale Assisi-Bastia; il folignate Antonio Bagnetti, 56 anni e il perugino Claudio Menganna, 50 anni, entrambi tecnici della prevenzione in servizio presso la stessa sezione territoriale. Sempre agli arresti domiciliari sono finiti un autotrasportatore di Bettona, Gianni Berretta, 46 anni, e due imprenditori, Stefano Zanotti, 41 anni, residente a Brescia, e Massimo Mencarelli, 43 anni di Bastia Umbra. Zanotti è amministratore della società "Vapor" con sede nel comune umbro di Cannara.

 

 


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