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QUINTANA - ALFREDO DONI CONCLUDE IL PROPRIO MANDATO: PRESIDENTE, MAGISTRATI E PRIORI SALUTANO IL PRIORE DEL RIONE GIOTTI
Giovanni Bosi (uff stampa)
post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) FOLIGNO - Sinora non si era mai verificato qualcosa del genere. Ma è la prova di come in questi anni palazzo Candiotti e contrade, Ente Giostra e dieci rioni abbiano lavorato in piena sintonia per il bene della Quintana e per la promozione di Foligno in un clima che è stato sì caratterizzato da momenti di confronto e distinguo, ma che si è messo in evidenza soprattutto per il rapporto di piena collaborazione e soprattutto amicizia tra le parti in causa. La dimostrazione di ciò si è avuta ieri sera in occasione della conviviale che il priore del rione Giotti, Alfredo Doni, giunto a conclusione del proprio doppio mandato (coerentemente con le sue posizioni ha chiesto alla propria contrada di non approvare la modifica statutaria che gli avrebbe consentito la ricandidatura per un terzo mandato) ha voluto offrire al presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli, ai magistrati e ai suoi colleghi priori.
C’erano davvero tutti, presenze che la dicono tutta sul modo di lavorare e sull’affiatamento del gruppo. I nove priori hanno voluto donare a Doni un piatto dorato con inciso “Gli anni sono volati via veloci, resta la scia del ricordo che non conosce distanze e non svanirà nei giorni a venire” e loro firme; a consegnarlo è stato il priore decano Maurizio Metelli. Anche il presidente Domenico Metelli ha voluto consegnargli una targa con inciso il motto in latino “ Parole di stima e comunque non di circostanza, intrecciate a ricordi trascorsi in questi dieci anni insieme, sono state pronunciate da ciascuno dei presenti. Una serata sul filo dell’emozione, ma soprattutto sul filo della concordia, come recita il Bando di Giostra. “Un’esperienza di vita” l’ha definita Alfredo Doni, che in diversi momenti non ha potuto non palesare autentica commozione per le attestazioni arrivate dagli amici della Quintana. E comunque se un quintanaro cessa da un incarico istituzionale, resta pur sempre un quintanaro, pronto a dare la propria collaborazione.





