Arte e cultura
SI E' CONCLUSO "OICOS FESTIVAL" - ASSISI – BASTIA UMBRA, 1-5 SETTEMBRE: COMUNICAZIONE E LINGUAGGI DA GIOTTO A FACEBOOK
post C.Pappone UJcom2.0 @ (UJ.com) BASTIA UMBRA - Con il festival "Comunicazione e linguaggi. Da Giotto a facebook", che si è tenuto fra i territori di Assisi e Bastia Umbra dal 1 al 5 settembre 2010, è volto al termine l'anno culturale dell'associazione culturale Oicos Riflessioni (www.oicosriflessioni.it), incentrato sull'analisi del tema "Contemporaneo". Come oramai è proprio della metodologia di Oicos, l'approfondimento del tema culturale dell'anno viene scandito da varie tappe che si susseguono a cadenza mensile e terminano in un grande evento. L’anno in corso è stato inaugurato nel novembre scorso con la conferenza del critico d'arte Philippe Daverio, presso il Teatro Lyrick di Assisi, per proseguire con gli incontri con Vittorio Sgarbi, Erri De Luca, Stefano Zecchi e Giacomo Marramao, tenutisi presso il Teatro del Pavone di Perugia.
Il terzo Oicos Festival "Comunicazione e linguaggi. Da Giotto a facebook" conclude quindi il ciclo dedicato al “Contemporaneo” Quest'ultimo momento di confronto collettivo è stato incentrato sulla discussione pubblica intorno al fenomeno epocale del cambiamento della cultura contemporanea, prendendo in esame le trasformazioni che fanno della rete e del web la nuova dimensione, presso la quale la cultura si trasforma, la società cambia e si plasma una nuova concezione della realtà. Si è cercato, insomma, di osservare la piattaforma tecnologica comunemente condivisa non solo in quanto strumento tecnico, ma in qualità di luogo fertile per la creazione di una nuova civiltà, quella digitale.
Gli interventi degli ospiti che hanno portato il proprio contributo all'Oicos Festival (Alessandro Baricco, Giuseppe Basile, Roberto Battiston, Gianni Berengo Gardin, Giovanni Boccia Altieri, Massimo Cacciari, Omar Calabrese, Lorenzo Chiuchiù, Dante Ciliani, Philippe Daverio, Gianni Garrera, Giuseppe Granieri, Andrea Jengo, Sergio Maistrello, Giacomo Marramao, Eva Pietroni, Luca Ponzio, Emanuele Severino, Marcello Veneziani e Guido Vetere) hanno messo in rilievo la continuità esistente fra le modalità proprie della comunicazione, pur considerando le variabilità tecniche proprie del particolare momento storico; allo stesso tempo, tuttavia, è stata evidenziata, specie da parte dei relatori la cui attività professionale è strettamente legata alle nuove tecniche di comunicazione, la frattura dovuta alle caratteristiche della nuova tecnologia, realtà che, quindi, favorirebbe una specie di rovesciamento della struttura piramidale della divulgazione culturale. Un esempio di questa teoria è l'organizzazione dello stesso Oicos Festival, nato dal virtuale, per prendere corpo nel reale e destinato a trovare una dimensione rigeneratrice di nuovo nel virtuale.
Momento emblematico dei passaggi tra virtuale e reale sono stati i workshop organizzati per approfondire e sviluppare ulteriormente gli argomenti trattati dai conferenzieri del festival, ideati e svolti grazie alla collaborazione nata on line tra Oicos Riflessioni e l'associazione culturale veneta AttivaMente, è da questa stessa collaborazione che nasce la rete nazionale dei gruppi culturali e filosofici di facebook. Parallelamente alle tematiche oggetto dell'Oicos Festival, non si può tralasciare l'esito della prima edizione della kermesse dal punto di vista della partecipazione del pubblico. Il progetto dell'Oicos Festival trae origine da studi turistico-economici che consentono di stabilire che la regione Umbria, e nella fattispecie la città di Assisi, si presta a essere location ideale per ospitare un appuntamento fisso nel calendario dei festivals nazionali che si svolgono nel mese di settembre.
Il primo motivo di questa convinzione si fonda sulla centralità geografica del sito umbro rispetto a quello nazionale. L'associazione culturale Oicos, pur dovendosi confrontare con la limitatezza delle risorse consentite dall'attuale crisi economica e la conseguente scarsa comunicazione a livello nazionale, ha raggiunto l'obiettivo di palesare la potenzialità dell'evento, raggiungendo picchi di presenze per evento pari a 800 unità, ponendo le basi per far sì che il festival s'imponga nel panorama degli eventi nazionali nel giro di tre anni. Un risultato possibile anche grazie al knowhow acquisito da Oicos Riflessioni nei suoi cinque anni d'attività.





